Chi sono

Mi chiamo Giulia Ruffatti AKA Giulliver, soprannome da giullare vagabondo che mi diede un caro amico per i miei numerosi e mutevoli indirizzi di domicilio.

Sono una di quelle persone che si annoiano facilmente e che non considerano l’accontentarsi una soluzione intelligente. Oltre ad una valigia pesante, la costante più caratteristica della mia vita è sempre stata una lunga lista di progetti, di qualunque tipo. Quella lista era ed è la mia miccia vitale, che innesca naturalmente nei miei giorni, un moto di propulsione curioso ed entusiasta.

Con il tempo mi è stato sempre più chiaro che le sole cose che mi riuscivano bene, erano quelle fatte a modo mio. Guardando la montagna di disegni, foto e oggetti che ho prodotto nel tempo, capisco che semplicemente raccontavo storie, del mio mondo e degli altri. Tutto è viaggio e tutto è racconto, anche da fermi e anche quando non ci siamo.

Giulia Ruffatti AKA Giulliver

Sono cresciuta a Genova e a Padova, ho studiato a Venezia e a Milano, dove ho lavorato per più di dieci anni nel campo della grafica tradizionale: tanto branding, tanta carta e tanti allestimenti. E poi non bastò più. Nel 2010 ho creato il marchio Gioielli Inconsci – lusso poetico su misura ovvero gioielli e complementi d’arredo che creo su misura attraverso l’uso empatico di simboli e testi poetici. Nel 2013 mi sono trasferita a Berlino dove ho scritto il mio primo libro I viaggi di Giulliver – Berlino disponibile in italiano e in inglese su Amazon, iBooks e Blurb. Dal 2015 sono tornata in Veneto e oggi vivo in una bella piccola casa con angeli e rose di stucco sui soffitti e il mio giardino di Giulliver, ennesimo progetto, questa volta di giardinaggio.

Qui ho iniziato a studiare Web marketing e ad esplorare il pianeta dello Storytelling. Allora ho pensato che i miei viaggi, sia lontani che sotto casa, potessero diventare un blog, con l’intento di emozionarvi ed esservi di ispirazione, perché dallo stupore delle persone che leggono i miei racconti, ho capito che non sono allenate a trovare cose di cui meravigliarsi e a cogliere i collegamenti che le rendono uniche. E a me che viene naturale, dispiace.

Spero che lo sguardo di Giulliver vi aiuti a riconoscere l’incredibile in tutte le storie che vi girano attorno e che il mio modo di raccontarle ispiri il vostro, rendendo giustizia alla loro bellezza nascosta e facendole diventare degne di essere raccontate.

Vi abbraccio,

G