Gala

Gala ha la pelle nera, è vestita di bianco ma dice che di solito mette cose rosse. Canta in un coro Gospel, benedice la marijuana e ti spiega una pratica Vodoo per capire se le persone vive sono già morte. Parla veloce e calda e sembra impossibile che quelle labbra riescano a pronunciare una lingua così dura. Gala ha uno spiritello femmina che porta incastrato tra le fessure dei suoi denti luminosi e lo puoi vedere spuntare divertito quando Gala ride forte e dondola i capelli all’indietro: “Tesoro non preoccuparti, tanto il destino succede lo stesso”.

L’amico di Gala ha un nome che si dimentica ma per nessun motivo dimentichi i suoi ampi calzettoni da calcio Werder Bremen portati fin sopra al ginocchio come autoreggenti, il loro continuo scendere e il suo continuo tirarli su con le sue dita lunghe, tenute dritte e separate come dovesse asciugarsi lo smalto.

Sembra più buio stasera, sembra tutto spostato a un piano più sotto; l’amico di Gala non mi parla, conosce solo la sua lingua ma leggo sulle sue labbra lunghe e serrate che sono scesa al piano giusto, sulla porta di casa di tutti quelli come noi che non hanno bisogno di presentarsi e nemmeno di rivedersi mai più.

– Dal mio libro I viaggi di Giulliver – Berlino / Giulliver’s travels – Berlin (English Edition) –

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