Senso dell’orientamento e puntualità: perché vivendo poeticamente se ne può fare a meno

La frase “vivere poeticamente” mi faceva pensare a pesanti tende di velluto bordeaux e a chili di pulviscolo nei raggi di luce che riuscivano a passare. Vivendo poi la vita che quelle tende nascondevano, ho avuto modo di tessere la mia personale definizione.

Vivere poeticamente, per me, significa guardare sotto la superficie delle cose, ragionare su di loro creativamente, sapendo comunque di non poterle mai comprendere del tutto. Significa sostenere emotivamente la complessità, la contraddizione e il cambiamento ed educarsi costantemente a tale scopo. Significa agire e trasformare: l’immaginazione supera la ragione ma la realtà le supera entrambe e l’unico nostro vero potere, secondo me, è trasformarla.

Proprio nell’ottica di uno stile di vita poetico, cercherò di restituire dignità, a due dei meno comodi e amati tratti personali, ovvero la mancanza di senso dell’orientamento e di puntualità, tratti in cui personalmente raggiungo buoni livelli.

ORIENTAMENTO E ATTENZIONE

Ho traslocato in città e nuovi quartieri delle stesse, praticamente ogni anno, massimo due, da quando lasciai casa dei miei nel 2000. Il senso dell’orientamento mi avrebbe fatto comodo ma evidentemente si può fare lo stesso. Per quanto si tratti di un’abilità mancante piuttosto scomoda, ha un lato positivo: mentre cerchi di capire dove andare, vedi molte più cose e trovi molti più dettagli, grazie proprio al senso di allerta del sistema limbico, che ti vuole a casa sano e salvo. E per uno scrittore o un creativo di qualsiasi tipo, secondo me, è oro.

Per esempio, questo obbligo di andare in una qualche direzione, perso sul fondo di un canale di Treviso, mi fece molta tenerezza, lo capivo.

Questa abilità mancante, inoltre, mi ha regalato una passione per le bussole e per le mappe geografiche. Alle pareti di questa casa ho 22 mappe illustrate da Aleksandra Mizielińska e Daniel Mizieliński, artisti polacchi che hanno realizzato un capolavoro chiamato “Maps poster book”. Qui le vedete nel loro sito http://hipopotamstudio.pl/maps

Svegliarmi la mattina e ricordare che nel frattempo vive con me tutto questo mondo pittoresco, mi dà la bella sensazione di essere minuscola, invisibile e ugualmente importante e non capire come siano messe le strade qua attorno, perde completamente valore. 

PUNTUALITÀ E LUCE

I miei amici dicono che arrivo “all’ora della Giulia” e altri non sopportano che il mio ritardo non mi faccia nemmeno sentire in colpa. Ho cercato di capire quale tipo di orologio segni il mio tempo e in che modo potessi vivere la natura della mia velocità, in modo altrettanto poetico. Ho scoperto che il mio orologio è una meridiana e quello che muove il mio ritmo è la luce. Più c’è luce e più rallento, più è buio e più accelero, guadagnando energia.

Mi sono resa conto, inoltre, che il mio tipo di luce preferita è proprio quella luce che immaginavo passare attraverso le tende di velluto bordeaux, prima ancora che capissi quanto le immagini che suggerisce d’istinto la mente, come i sogni, portino sempre indizi di verità. La mia luce è quella luce così forte che cancella tutto quello che tocca, come la neve e dove non arriva, macchia di ombre nette e scure.

Questa foto che ho scattato ad Assisi, sembra immortalare una sorta di allestimento di una piccola platea, per assistere proprio all’esibizione, quasi miracolosa, di questo tipo di luce.

La luce del sole è puntuale, i fatti importanti della vita sono puntuali, tutte le persone che vivono nelle mie mappe lo sanno e allo stesso modo, cercano di tenere il ritmo lungo la strada che, per qualche ragione, hanno sotto i piedi. Perché allora non trovare e seguire serenamente la propria velocità e la direzione desiderata del proprio percorso, invece di prendere a modello indicazioni stradali ed orologi di altri? Magari, dato che anche la vita sembra distribuita a caso, viverla a caso, potrebbe essere quantomeno coerente.

Sperimentatevi, conoscetevi e se vedete che vi muovete a caso, a zig zag, a due passi avanti e tre indietro, secondo me va bene, basta che sia giusto e vero per voi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *