Tornare

Non vivevo nella città dei miei genitori da quindici anni.

Prima di traslocare, uno di quei giorni di indecisa luce veneta, ho fatto due passi per quelle strade che conservavano tanti miei vecchi passaggi, così, per salutarli.

Subito ho trovato questa pianta senza vaso, lasciata sul muretto di un canale e ho provato per lei la tenerezza di tutte le mie malinconie e la fredda reverenza dell’autonomia. Alla fine del mio giro, non molto lontano, ho trovato invece questo vaso abbandonato su un palo e ho capito che i saluti di bentornato erano compiuti: una stretta di mano tra la mia con le radici all’aria e quella della città che ancora una volta mi offriva un posto dove stare a dimora.

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